"La penna corre spinta dallo stesso piacere che ti fa correre le strade..." (Italo Calvino)

Comincia il mio viaggio nel mondo dei blog....Sono Francesca, ho 30 anni, 2 fratelli, un (ex) melo bonsai e un ragazzo di nome Leo. Amo i film di Woody Allen e dei fratelli Coen, nuotare, cucinare e dormire. Mi piace leggere e viaggiare, ascoltare musica elettronica (Air, Massive Attack ,Chemical Brothers..) e andare a teatro. Adoro scrivere anche se fino ad ora la mia unica opera compiuta rimane l'amata tesi di laurea in letteratura italiana contemporanea sui reportages di viaggio di Alberto Moravia....
Quasi dimenticavo, sono una praticante giornalista....
Anna Bassano
Beatrice Mani
Cristiana Boggian
Cristina Bottegal
Daniele Gessa
Eleonora Vallin
Elisa Pasetto
Elisabetta Corsini
Francesca Ceccato
Giovanni De Faveri
I masterizzandi
Karim Rashid
L'altra Francesca
Luca De Biase
Manuela Trevisani
Maria Itri
Mariagrazia De Simone
Marta Randon
Master giornalismo
Matteo Mohorovicich
Michele Campagnoli
Michele Rocchetti
Misstrendy
Nicla Panciera
Nicola Brillo
Paolo Valdemarin
Travemax photoblog
Valeria Russo
visitato *loading* volte

Giornalista professionista (31 gennaio 2007)

Edvard Munch, Notte bianca, 1901
NOTTE BIANCA A MESTRE (16/06/06)
Un successo di pubblico per la prima Notte Bianca a Mestre. Migliaia di persone hanno affollato le vie della città, arroventate dall'afa, per seguire i circa 30 eventi tra musica, balli e spettacoli in programma fino alle 5 del mattino. Presi d'assalto i bar e i negozi aperti fino alle 23.
Evento clou della serata a mezzanotte, in Piazza Ferretto, la torre dell'Orologio in Fiamme, grazie all'effetto di fuochi d'artificio e giochi di luce. A seguire il concerto dello showman Paolo Belli e, in piazzetta Coin, a far sorridere il pubblico la comicità del cabarettista Max Pisu.
70 mila euro la cifra stanziata per la manifestazione, da Comune e associazioni di categoria. Entusiasta il pubblico e soddisfatti i commercianti che grazie all'apertura serale hanno incrementato le vendite.Un'esperienza - assicurano tutti - da ripetere. Magari a Natale.
Nonostante il divieto di vendere alcolici in bottiglia o lattina dopo le 23, la festa è proseguita fino all'alba. Qualche disagio alla circolazione e difficoltà di parcheggio, ovviati dalla presenza di una trentina di uomini della polizia municipale e dall'attività di numerosi volontari.

Miles Davis (1926-1991)
Dal bianco e nero del jazz, al colore della pittura. Miles Davis, non è
stato solamente un leggendario musicista. A ricordarlo è la mostra "Il
colore di Miles Davis" organizzata da Veneto Jazz e ospitata negli spazi
del Teatro alla Fenice.
Dal foyer alle sale apollinee, una vasta serie di dipinti, disegni e
stampe, ispirati all'arte africana e alle maschere tribali, ripercorrono
il cammino artistico del geniale trombettista.
Ad accompagnare le opere di Davis, autodidatta del disegno e jazzista di
grande capacità tecnica, una serie di video proiezioni che lo ritraggono
in concerto.
La mostra che chiuderà i battenti il 31 luglio rappresenta solo un
tassello del mosaico di appuntamenti dedicati al musicista americano. Il
24 giugno, infatti, prenderà il via a Bassano del Grappa la mostra
audiovisiva "I suoni di Miles Davis" con brani della discografia davisiani
e filmati inediti.
Una serie di eventi che celebrano Davis nell'ottantesimo anniversario
dalla nascita e a 15 anni dalla sua scomparsa. Un omaggio ad un'artista
che proprio nel 1991, pochi mesi prima della morte, tenne a Castelfranco
Veneto il suo ultimo concerto italiano.

Al via la nona edizione delle Paralimpiadi Invernali di Torino 2006.....In bocca al lupo, Vindicio!
A 44 anni suonati si affaccia alla sua prima Paralimpiade. Salt Lake City,
4 anni fa, era sfumata a causa di un incidente sugli sci che gli aveva
procurato la frattura di entrambe le spalle. Ora Vindicio Vescovi, classe
1962, nato alla Gazzera ma residente a Santa Maria di Sala (Ve), atleta
diversamente abile della nazionale italiana di sci proveniente dallo sci
club Nervesa Life Pass di Nervesa della Battaglia (Tv), ci riprova. Alle
Paralimpiadi di Torino, in programma dal 10 al 19 marzo, lo vedremo in
pista nello slalom speciale, nel gigante e nel super G. Sugli stessi
tracciati che hanno calcato i suoi colleghi olimpici con una sola
differenza: al posto degli sci tradizionali, gareggerà su un monosci.
Che cosa si aspetta da questa Paralimpiade?
Per me è un grande risultato solo il fatto di essere arrivato alle
Paralimpiadi a 44 anni. Sono uno degli atleti più vecchi della nazionale
italiana e il mio obiettivo era quello di arrivare a Torino dopo la
delusione per l’incidente che mi aveva impedito di gareggiare a Salt Lake
City. Gli allenatori si aspettano una medaglia ma la pressione emotiva
dell’evento può giocare brutti scherzi. Un po’ quello che è accaduto ad un
campione come Rocca.
Come si è preparato per questo appuntamento olimpico?
Mi sento in forma. Negli ultimi mesi mi sono allenato 3-4 giorni la
settimana per circa 4 ore al giorno. La mia giornata tipo comincia alle 5
del mattino quando mi alzo, prendo la macchina e guido da casa mia fino ad
Alleghe o Arabba. E qui mi alleno, come dicevo, per 3-4 ore consecutive.
Nel 2005 sono stato primo in super G negli assoluti italiani e tra i primi
nella finale di Coppa Europa.
Come si è avvicinato a questo sport? Perché proprio lo sci?
Nel 1995 un incidente in moto mi ha procurato una lesione midollare.
Mentre mi trovavo ricoverato nell’unità spinale di Vicenza ho cominciato a
chiedermi che cosa avrei potuto fare con la mia disabilità. Io ho già tre
brevetti come subacqueo. Allo sci sono arrivato 4 anni fa perché era uno
sport che si avvicina moltissimo a quello praticato dai normodotati. Se tu
guardi una partita di hockey per disabili ti sembra di vedere gli
autoscontri. Nello sci, invece, si gareggia sugli stessi tracciati degli
atleti olimpici e si raggiungono velocità elevate: io supero i 90 Km/h, il
mio collega Fabrizio Zardini (medaglia d’oro a Salt Lake City nello sci
alpino - super G, ndr.) raggiunge i 114 Km/h.
Cosa significa essere uno sciatore diversamente abile? Qual è la dotazione
tecnica rispetto ad uno sciatore tradizionale?
Nel mio caso significa gareggiare su di un monosci. In pratica si scia da
seduti su un guscio adattato in base alle esigenze dell’atleta. Il mio è
prodotto da Alois Praschberger, un paraplegico austriaco specializzato in
attrezzature sportive per disabili. Gli ammortizzatori sono quelli della
Bitubo di Padova che fornisce sospensioni pensate per le moto ma adattate
al monosci.
Un’attrezzatura sofisticata, dunque. Quanto costa praticare questo sport?
I costi sono molto alti, attorno ai 10-15 mila euro l’anno ovvero
l’equivalente di 8 paia di sci da gara tradizionali. Per questo ho dovuto
trovare degli sponsor che sono la Offcarr di Villa del Conte (Pd) e la
Banca del Veneziano. In realtà la banca è diventata sponsor perché ogni
volta che vedeva il mio conto in rosso si premurava di riempirlo con
qualche soldo. Io un tempo ero un operaio specializzato ma dopo
l’incidente vivo della mia pensione di invalidità.
Chi pensa potrebbe vincere queste Paralimpiadi, nella sua categoria?
Ci sono nazioni molto forti come Usa, Giappone e Austria. E lo sono perché
alle spalle hanno dotazioni tecniche all’avanguardia grazie a sponsor
potenti: dalle case automobilistiche alle aziende che producono sci. Anche
se da questo punto di vista noi partiamo svantaggiati, secondo me la gara
è aperta.
La moda olimpica di quest’anno è sicuramente il curling. Vindicio ci ha
mai fatto un pensierino, magari per le prossime Paralimpiadi?
(Ride). Per carità! Mi ricorda i vecchietti di una volta che giravano in
bicicletta con le bocce appese. È uno sport da anziani! Scherzi a parte,
un’alternativa sportiva, anche se non invernale, potrebbe essere per me la
canoa. Uno sport che mi piace e che ha il vantaggio di costare molto meno
dello sci.
Francesca Bolletta
"Il Mestre" del 09/03/06
L’Arca del Candiani di Mestre salverà i videoclip Freddy Mercury fu il pioniere: nel 1975 Bohemian Rhapsody dei Queen segnò un’epoca, inaugurando la storia dei videoclip musicali. Trent’anni e un milione di video più tardi, parte di questa produzione, che ha cambiato il costume e l’industria discografica, rischia di sparire. L’Arca dei videoclip, progetto unico nel panorama nazionale, si pone l'obbiettivo di archiviare questo patrimonio. Ad ospitare l’ iniziativa, promossa da Stefano Ferrio, docente di Semiologia del cinema e degli audiovisivi all'Università di Padova, è il Centro culturale Candiani di Mestre, già sede del festival internazionale di cortometraggi Mestre Film Fest (all'interno del quale è presente una sezione dedicata ai videoclip) e di una videoteca molto attiva.Mestre come capofila di una regione che vanta il primato di produttore nazionale. Dal Veneto provengono infatti l'85% dei video musicali italiani grazie soprattutto all'attività di un'azienda del veronese,
La data di nascita del videoclip viene fatta risalire per convenzione al 1975, con l'uscita del video Bohemian Rhapsody dei Queen. «Da allora - spiega Ferrio - i videoclip prodotti sono stati centinaia di migliaia, forse un milione. Ma non esiste un censimento delle opere. Si tratta di una forma artistica frammentaria ma compiuta». Un linguaggio che ha influenzato il cinema, riconosciuto culturalmente tanto da essere entrato a far parte degli insegnamenti universitari. «Nel videoclip - aggiunge Ferrio - esiste un forte rapporto artista-committente, in analogia evidente con le arti rinascimentali».Se Video Killed The Radio Star dei Buggles fu il primo video con una vera e propria sceneggiatura (1979), registi importanti ne hanno poi realizzati: da John Landis (autore di The blues brothers), che nel 1983 girò per Michael Jackson uno dei video più famosi della storia, Thriller, a Martin Scorsese che sempre per Jackson, nel 1986, firmò Bad. Senza dimenticare qualche perla artistica come il filmato quasi introvabile girato nel 1981 dalla «Factory» di Andy Warhol per un brano di Loredana Bertè dal titolo Movie. Il passo successivo è ora recuperare i materiali necessari. «Occorre chiedere la disponibilità agli artisti e alle case discografiche - afferma Ferrio - che conservano queste opere nei loro archivi. Il primo fondo per costituire l'Arca è pervenuto dai Tre Allegri Ragazzi Morti, band pordenonese, celebre per i video di animazione, che ha donato il suo intero archivio video-musicale. Questo è solo l'inizio. Entro il 2007 dovrebbe essere costituito il primo nucleo dell'archivio Arca». Francesca Bolletta
Take on me, A-ha
Ferrio: «Il primo nucleo è arrivato dai Tre Allegri Ragazzi Morti»
L_Inkre@dibile, gennaio 2006

Veneto, niente saldi per l’aspirina
Gli sconti in fascia C si fermano al 10%
Niente saldi per l'aspirina. Sconti sì, ma concordati. Nel cuore di Padova la riduzione applicata alla vendita di farmaci di fascia C, in base al decreto introdotto dal ministro della Salute, Francesco Storace, a luglio 2005, è per tutti del 10%. Una via di mezzo, senza troppo osare, per adeguarsi alla legge 149 (che prevede sconti discrezionali fino al 20% e il blocco dei prezzi fino a gennaio 2007) e, allo stesso tempo, una misura concordata per fare cartello ed evitare bagarre da concorrenza. «È un provvedimento assurdo - apostrofa il dottor Giuliano Guerreschi, titolare della farmacia al Leon d'Oro - noi per adeguarci, di comune accordo con gli altri titolari del centro, abbiamo deciso di applicare il 10%. Ma i clienti lo sconto neanche lo chiedono». Sono 1.278 le farmacie in Veneto a fronte di una popolazione di 4 milioni e 700 mila abitanti. «Tutte stanno applicando sconti - spiega Franco Gariboldi Muschietti, presidente regionale della federazione unitaria dei titolari (Federfarma) - che oscillano tra l'8% e il 12%. Il problema è che lo sconto è tutto a carico del farmacista poiché esiste un prezzo fisso determinato dalla produzione. I prezzi andrebbero stabiliti assieme a industrie farmaceutiche e associazioni di consumatori». Una posizione, quella veneta, perfettamente in linea con i dati diffusi a gennaio dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), secondo i quali si attestano attorno al 7-8% gli sconti applicati dalle farmacie italiane dalla data di entrata in vigore della 149. Con un risparmio per le tasche dei cittadini di circa 150 milioni di euro. Una cifra ancora ridotta rispetto al volume d’affari: secondo dati dell'osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OsMed), nei primi nove mesi del 2005 la spesa complessiva per i farmaci da banco in Italia è stata di 1.583 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2004. Secondo stime dell'associazione di consumatori Codacons il costo dei medicinali in Italia è più alto del 20% rispetto agli altri paesi dell'Unione europea. Lo riconosce lo stesso Gariboldi Muschietti: «La pomata Gentalyn beta - spiega - in Italia costa 13,97 euro mentre in Portogallo viene venduta a 2,98. Il Tavor, che da noi costa 6,20 euro, in Francia si acquista a 3,50 mentre l'aspirina della Bayer costa 50 centesimi in meno. Sul prezzo dei generici non ci sono, però, grandi differenze tra Italia e Ue. Il punto è che c’è diffidenza nei confronti di questi medicinali percepiti come prodotti di serie B».
Francesca Bolletta
L_inkre@dibile, febbraio 2006